domenica 31 ottobre 2010

ALCUNE RIFLESSIONI A DISTANZA DI 30 ANNI

Chiunque può inserire, attraverso i commenti a questo "post" le proprie considerazioni, riflessioni a distanza di 30 anni.
Si raccomanda di non essere offensivi. In tal caso sarò costretto ad esercitare le mie funzioni di moderatore.

In Irpinia 30 anni fa come all’Aquila l’anno scorso. di Andrea Salandra
L’Appennino ballerino ogni tanto ci ripropone queste tragedie. L’Italia trema.
Per la mia formazione scientifica si tratta di un fatto naturale con cui l’uomo non ha ancora imparato a convivere e/o  gestire: con la prevenzione prima di tutto e la gestione dell’evento quanto succede.
Insomma ci vorrebbero maggiori investimenti e far nascere nella gente una vera cultura della Protezione Civile e della prevenzione. E’ amaro considerare che a distanza di 30 anni nulla è migliorato.
E per quanto mi riguarda, pur restando immenso il dolore per la perdita degli affetti più cari, posso assicurarvi che il dopo-terremoto mi ha creato continue amarezze .
Ad iniziare dalle bare che non si trovavano e dal mercato nero che, ricordo,  si svolgeva sotto gli occhi di chi invece era preposto ad intervenire. La difficoltà a trovare un saldatore per evitare che le salme venissero messe in una fossa comune.
O il constatare come in un paesino, dove la solidarietà è stata sempre alla base della convivenza, si scatenino istinti di sopravvivenza tali da portare all’indifferenza: mentre alcuni si preoccupavano dei loro morti c’erano altri che si preoccupavano di recuperare le loro damigiane di vino.
Come posso dimenticare le luci fatue che nella notte si aggiravano sulle macerie: sciacalli, magari forestieri, alla ricerca di qualcosa da portare via.
Subito dopo aver sistemato i propri cari, la preoccupazione di ognuno fu quella di recuperare alla meglio le proprie cose, la propria intimità. Una frenesia che non risparmiò nessuno fra quelli che avevano avuto la propria casa distrutte e le proprie cose, anche le più intime, alla mercè di tutti.
Si raccoglieva di tutto e si cercava di assicurarlo in qualche luogo sicuro. Chi scrive accumulò tutto nella casa del nonno, salvo poi dover disfarsi comunque di tutto dopo qualche anno.
Impressionante la solidarietà degli italiani che, specialmente dopo l’appello del Presidente Pertini, inviarono un’enorme quantità di aiuti.. a volte oggetti inutili o che magari venivano lasciati alle prime persone incontrate per strada: fui tra i primi a pensare di raccogliere molti viveri in centro a Temete.
Come dimenticare i primi accampamenti, le prime roulotte. L’unica roulotte che quella gente aveva visto sino ad allora era la mia, quando scendevo per le mie vacanze.
Nei mesi immediatamente successivi le difficoltà furono enormi e l’inverno particolarmente freddo.
Con la primavera la vita avrebbe dovuto riprendere ... ma la popolazione, stordita ancora dalla tragedia, faceva fatica. Un via vai di volontari provenienti da ogni parte d’Italia, da tutta Europa.
Tradizioni e comportamenti che scomparvero e mutarono in pochissimo tempo. Una piccola comunità che sino allora aveva vissuto con i valori di un piccolo paese si dovette confrontare con gente che arrivava sul posto non sempre a fin di bene !!!
I ritmi di una piccola comunità che sino allora aveva basato la propria economia nella coltivazione dei campi, saltarono.
Invece di riprendere la propria attività nei campi la mattina la gente  era, ahimè, costretta a rimanere sino alle 10 in paese per aspettare la distribuzione del pane.
Dopo i container di lamiere per i più fortunati incominciavano ad arrivare le “case di Zamberletti” come a l’Aquila, lo scorso anno, sono arrivate le “case di Berlusconi” .. la storia si ripete.
Casette prefabbricate in legno prodotte dalla Rubner di Trento ..... Bellissime e costosissime, dicono !!
Normalmente due camere un bagno ed una piccola sala con angolo cottura che erano state costruite in fretta e furia vicino al Convento, alle pendici della montagna, nella zona più fredda!
Con la ricostruzione, la disgregazione del paese si accentuò.
Gli insediamenti urbani furono diversamente distribuiti: i più a S.Lucia....
I vecchi punti di riferimento erano spariti.
Disorientamento totale: ciononostante, ricorrendo all’uso dell’auto, il sanmennese comunque si spostava per ritrovarsi con gli amici “Sotto la Chiesa” o “Sopra al Ponte” richiamati anche dal vecchio Bar che era resistito al terremoto.
Tutti hanno riavuto la propria casa, qualcuno anche qualcosa di più.
I prefabbricati in legno della Rubner di Trento sono restati.  Una saggia decisione dell’Amministrazione ha permesso di trarre profitto da questi caratteristici villaggi, affittando i prefabbricati a chiunque desideri trascorrere qualche tranquillo fine settimana in montagna.
Casette di villeggiatura appunto. Inadatte a chi normalmente durante la giornata avrebbe dovuto recarsi a coltivare la terra.
Impressioni e sensazioni vissute spesso da lontano, intanto che godevo, devo ammetterlo, delle comodità di Verona dove sono rientrato, richiamato dalla nascita della figlia avvenuta un mese dopo il  terremoto.
Fui tentato a ritornare e perché no esercitare la mia professione di Geologo che,  ricordo,  quando frequentavo l’Università mi risultava difficile spiegare in paese.
Mi sembrava di andare a speculare sulla tragedia dei miei genitori...
Per quanto mi riguarda ora come allora penso che fu un errore affidare alle Amministrazioni locali, sino ad allora abituate a gestire dei piccoli bilanci, la gestione del dopoterremoto ed in modo particolare la ricostruzione.
Un sano principio di democrazia difficilmente gestibile in queste occasioni.
Nei giorni immediatamente successivi ad una radio che mi chiese un’intervista proposi di riunire in un unico insediamento più a valle dei tre paesini distrutti: Laviano-Castelnuovo e Santomenna
Se questi tre paesini fossero stati accorpati in un unico Municipio le cose sarebbero diverse e gli amministratori sarebbero stati costretti a pensare e ad agire più in grande. Invece a 30 anni di distanza l’emigrazione è ripresa e più di prima.
Il terremoto poteva essere un’occasione di sviluppo così come lo è stato per i friulani...

E per concludere, una considerazione amara...
A trent’anni di distanza ho capito perché a Santomenna, per certi aspetti una generazione è saltata. Prima perché coloro i quali erano in età di matrimonio durante il terremoto pochissimi si sono sposati e soprattutto perché scorrendo ora l’elenco delle vittime ho notato tanti bambini ...
Il terremoto è anche questo!!!
Andrea Salandra
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Buogiorno Professore,
sono Tonino, in seguito ho cercato di esprimere quanto mi porto dentro da quel 23 novembre 80, a testimonianza per le giovani generazioni, per i miei figli e per i sorrisi ricevuti da chi è perito in quel tragico evento, ad una ferita sempre aperta si aggiunge il rammarico di non poterci essere.
Saluti Tonino.

 " 
Tonino. 
 
Io c'ero, in quella tragica sera dove nell'arco di pochi istanti fu spazzata via dalla furia della natura la vita di 64 persone, negli stessi istanti la stessa furia spazzò via tutto ciò che  fino a quel momento era servito a sostentare onestamente e decorosamente le vite di tutti noi. Un eterno arco di tempo, durato 94 secondi, spazzò via tutto cio che fino a qualche istante prima sembrava eterno. Ricordo ogni lamento e ogni gesto di quella sera, cosi come ricordo ogni gesto dei giorni che seguirono. Spesso, in questi trent'anni mi sono lasciato accompagnare dal ricordo delle parole e dal ricordo del sorriso di ognuno  delle 64 vittime. Non li dimenticherò in questa vita e spero di poter riabbracciare ognuno di loro nell'altra. " 


martedì 26 ottobre 2010

PERCHE' QUESTA INIZIATIVA, COME ADERIRVI...I COMMENTI

23-11-80/23-11/2010: A TRENT’ANNI DAL TERREMOTO PER NON DIMENTICARE E PERCHÉ, SOPRATTUTTO I GIOVANI,  SAPPIANO DI QUESTA TRAGEDIA CHE HA COLPITO SANTOMENNA IL 23 NOVEMBRE DEL 1980.       (continua a leggere clicca su "più informazioni"
Sì, l’intento principale di questa proposta è quella di riuscire a
coinvolgere in questo ricordo tutti i sanmennesi sparsi nel mondo ma soprattutto di rivolgersi ai giovani, affinché anche loro  conoscano questo momento triste che la Comunità ha vissuto 30 anni addietro.
Anche per questo ho  scelto di utilizzare le nuove tecnologie ed i linguaggi multimediali tanto vicini agli interessi dei giovani e facilmente accessibile per gli amici di Santomenna sparsi nel mondo.
Per i giovani sarà una triste riflessione, per chi come me ha vissuto quel momento, non sarà certamente un bel ricordo quando le immagini mi riporteranno a quei momenti brutti vissuti dalla comunità di Santomenna in una fredda, quasi invernale, serata del novembre ’80, intanto che l’intera comunità “irpina”, felice, alle 19 e 20 di una domenica autunnale seguiva in televisione il resoconto della partita Avellino-Juventus... altri tempi !!!
Su questo Blog vorremmo ricordare, senza retorica, le 64 vittime con le loro foto, un loro breve ricordo/profilo da parte dei parenti e amici  più cari.
Appena su questo blog verrà pubblicata la foto, i parenti e gli amici più cari possono lasciare una breve testimonianza a ricordo del/dei loro defunti.
La testimonianza, massimo quattro righe, deve riferirsi possibilmente al periodo immediatamente precedente al terremoto.
Debbono essere ovviamente firmate e riportare l’indicazione del grado di parentela/motivi dell’amicizia
La testimonianza può essere lasciata direttamente su queste pagine a commento della foto, ripeto, subito dopo che la foto sarà stata pubblicata.
La pubblicazione della foto deve essere fatta necessariamente dal sottoscritto.
Pertanto i parenti delle vittime sono pregati di inviare la/le foto allo scrivente, allegandola ad una mail indirizzata ad  11sala09@gmail.com.
Qualora non disponeste del formato digitale potete inviare il formato cartaceo via posta ordinaria ad Andrea Salandra Via Villa Cozza, 54  -37131 Verona.
Qualche impiegato volenteroso del Comune di Santomenna potrebbe eventualmente esservi di aiuto in questa fase.
Oltre a quelle delle vittime  potremmo anche pubblicare una raccolta di foto significative sui giorni immediatamente successivi al terremoto. Potremmo a pubblicarle in un’apposita sezione.
Chiunque disponga di foto di situazioni, documenti interessanti me li faccia avere seguendo le indicazioni già date sopra.
Il tutto, oltre che su questo Blog,  verrà pubblicato, mediante rimandi,  sulle pagine di Facebook che gia parlano di Santomenna: mi riferisco a quelle già esistenti come il gruppo “Santomenna”  e a “Noi che siamo partiti da Santomenna”.
L’Amministrazione Comunale di Santomenna , a cui si chiede di sostenere  l’iniziativa, si dovrebbe impegnare per il prossimo 23 novembre a trovare un luogo pubblico in cui potranno  essere presentate a tutti le testimonianze e le foto raccolte attraverso questo Blog.
Nel frattempo il Sindaco Venutolo, molto sensibile a quest’iniziativa, dovrebbe individuare sul posto, cioè a Santomenna, un responsabile della raccolta dei documenti capace di interfacciarsi con il sottoscritto.
In quanto Amministratore responsabile delle pagine lo scrivente si  riserva di moderare la pubblicazione del materiale, in modo particolare le note ed i commenti qualora questi dovessero risultare poco consone all’evento.
Grazie a tutti quanti vorranno collaborare
Andrea Salandra
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Il nostro Blog ha attirato l’attenzione anche degli amici di Caposele
Salve signor Salandra,
la disturbo per chiederle la disponibilità a darci una mano per quanto riguarda un progetto a cui stiamo lavorando da ormai un mese. Mi spiego meglio; io e un gruppo di amici stiamo, attraverso il blog http://www.selacapo.net/, organizzando una mostra video-testo-fotografica per il prossimo 23 novembre a Palazzo Venezia a Napoli, in occasione del trentennale del terremoto irpino e lucano. Crediamo sia fondamentale togliere un pò di polvere alla memoria e dare a noi giovani (chi organizza la mostra non era nato nell'80) la possibilità di sapere cos'è successo in quei tragici momenti.
Girando nel web ho visto che lei ha creato un blog, complimenti davvero, per cercare di raccogliere documenti a riguardo e siccome è originario di Santomenna le volevamo chiedere se può darci delle foto da utilizzare per la mostra. In più di un mese di lavoro abbiamo trovato molto ma reperire foto dei tanti paesi coinvolti è difficile quindi pensavamo che lei potesse darci una mano a riguardo.
Speriamo di poter contare sul suo aiuto e in attesa di una sua risposta le invio cordiali saluti.

Pasquale Restaino
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Carissimo Pasquale,
ancor prima che tu mi scrivessi avevo visitato il vostro Blog ... tanto è vero che vi ho "rubato" anche una foto (Fate presto)... molto significativa. Penso che ci accomuna la voglia di arrivare ai frequentatori dei Social Network .. quindi ai giovanissimi affinchè possano, anche loro, rendersi conto della grande tragedia che ha colpito Caposele, Santomenna e tutti gli altri paesi del c.d. "cratere".
Per quanto riguarda il mio Blog ... in crescita si spera ( molti contatti dall'estero.. in questo senso ho raggiunto uno degli obiettivi)
è pubblico quindi puoi utilizzarlo come vuoi. E' possibile che il 22/23 novembre, grazie alla sensibilità dell'Amm.Comunale di Santomenna e del suo Sindaco Gerardo Venutolo, il contenuto del mio Blog verrà proiettato al pubblico. Io vivo a Verona ma per quei giorni sarò nel mio paese .. magari possiamo incontrarci.
Non mancare di leggere la sezione "Riflessioni a distanza di 30 anni" che spero si arricchirà di altre testimonianze, soprattutto dei volontari. Ricambio i saluti Andrea Salandra
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Stimato Andrea;sono lieto di leggere l'invito al'anniversario del terremoto del 23 novembre,grazie ma noi l'abbiamo nel nostro cuore tutti i giorni ricordanto sempre i nostri cari che furono vittime di quel brutto e disastroso momento.Saluti a tutti a i Samennesi maggiormente alle famigle che anno perduti i lori cari,incluso la nostra famiglia Venutolo. Siamo lontani ma siamo sempre vicino. Felice Venutolo e famiglia.
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Ciao..... 29 settembre 2010 09:36 Andrea Salandra mod. blog ha detto... Felice Feel X Foselli 30 settembre alle ore 21.56 Segnala Bellissima questa iniziativa! Purtroppe in quel giorno del terremoto a Santomenna ero piccolissimo. Avevo appena un'anno... Ma giusto é mantenere questo ricordo sempre presente. Sopratutto di gran importanza verso i giovani di oggi che di quel giorno solo la storia probabilmente ne conoscono. Un generoso grazie al sig. Salandra ed un calorosissimo saluto dalla Svizzera. Foselli Felice 14 ottobre 2010 12:27

IMMAGINI E COMMENTI PERVENUTI DAI VOLONTARI

A tutti i volontari che, numerosi,  sono venuti a Santomenna... un GRAZIE particolare a nome dell'Amministrazione Comunale e di tutti i cittadini di Santomenna ...
siete stati AMMIREVOLI... specialmente i giovani
Sotto alcune foto inviate da un volontario Svizzero...
Qualcuno forse si riconoscerà a distanza di 30 anni .. proviamoci !!!
-Scorri sino in fondo per leggere tutte le testimonianze pervenute-
Tra queste anche quelle degli  Scout di Lamezia Terme -
"clicca sull'immagine se vuoi vederle più grande" .......   
e solo ultimamente anche una bella testimonianza del dr. Salvatore Ulisse di Palma di Salerno. Medico-cardiologo e scrittore per amore ... conosciuto casualmente a Verona dove ha presentato un suo interessante libro "Vittima di mafia"... l'articolo è stato pubblicato anche sulla rivista "Il Vescovado"   Sarebbe bello se riuscissimo ad aiutarlo a trovare "Pasquale"

Santomenna, come dimenticare?

Scritto da (Redazione), martedì 7 febbraio 2012 09.13.11
Ultimo aggiornamento mercoledì 8 febbraio 2012 08.11.12
di Salvatore Ulisse Di Palma - Caro Direttore,
come posso dimenticare quei giorni a Santomenna nell'anno 1980, l' anno di quel terremoto che inginocchiò l'Irpinia, la Campania centrale e parte della Basilicata centro settentrionale.
Ricordo che mi ero da qualche mese diplomato al liceo scientifico di Amalfi, iscritto alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Napoli ed avevo superato il corso di primo pronto soccorso a Salerno diventando volontario dei Pionieri della Croce Rossa. Partimmo da Ravello in molti, tristi perché sapevano che quella non sarebbe stata una gita di piacere anzi...
Quando arrivammo in quel paese dove la dott.ssa Teresa Mansi era segretario comunale trovammo un paese distrutto, sommerso dalle macerie. E' vero, dice bene il prof. Salvatore Sorrentino, sindaco dell'epoca di Ravello, in tanti contribuirono a donare cibo e vestiario per quella gente che aveva perso tutto . Partimmo da Ravello di notte e, una volta arrivati a Santomenna ci prodigammo non poco a dispensare viveri e vestiti.
Ricordo di aver mangiato anch'io tanta carne Simmental, per fame, quella fame commista a tanto dolore da crearti un vuoto costante nello stomaco. E, poi, con pala alla mano, mascherine al volto per il puzzo di cadavere che proveniva dalle macerie, scavammo, scavammo con tutta la nostra forza mentre i corpi dilaniati non avevano più sembianze umane. Ricordo di aver trasportato a spalle tante bare, nelle quali ponevamo i resti di quella gente che mai avrebbe pensato di morire così tragicamente.
Un ragazzo mi si avvicinò e guardandomi, mentre io ero tutto impolverato con in mano una pala mi disse: "Tu non sei di Santomenna, io ho perso mio padre e mia madre, una casa, i miei ricordi più belli. Io ti ringrazio per quello che stai facendo per noi" e mi abbracciò stringendomi a sé fra le lacrime e la disperazione più profonda.
Quel ragazzo si chiamava Pasquale ed era forse un mio coetaneo e, negli anni, non l'ho mai dimenticato, come quei ricordi, quelle immagini che, come fotogrammi, ritornano spesso alla mia mente.
Tornai a Ravello fiero di aver fatto ciò che un uomo deve fare, saper portare la croce aiutando chi nella sofferenza vive e chiede aiuto.
Dottressa Mansi Teresa ti ringrazio per aver fatto in modo che un giovane, tanti giovani di Ravello potessero portare aiuto, speranza, sostegno, un sorriso a chi aveva perso tutto.
Auguri, di cuore, per il nuovo incarico nella città di Crotone che va a costellare i già tanti traguardi professionali raggiunti e, sono certo che una ravellese DOC saprà distinguersi sempre e ovunque.

 

CARBUTTI MARIA GRAZIA

CARBUTTI MARIA GRAZIA

SABATINO ANNA MARIA e CARBUTTI MARIA GRAZIA


SABATINO ANNA MARIA e la figlia CARBUTTI MARIA GRAZIA

IPPOLITO CATERINA

IPPOLITO CATERINA ved. Venutolo


In ricordo di nonna Caterina Ippolito

In un attimo sei andata via lasciando nello sconforto quanti ti amavano.
Il dolore mai sopito continua a pervadere quanti preservano il tuo ricordo che non si è ancora affievolito.
E’ consuetudine confortarsi con le parole “il tempo rimargina ogni ferita”, tra cui anche quelle che si aprono in conseguenza della scomparsa di un proprio congiunto, ma questo non è certamente il caso di quanto accaduto in occasione di quel tragico 23 Novembre 1980.
Il tuo insegnamento, la tua amorevole dolcezza e disponibilità, resteranno come un marchio indelebile nella nostra mente e nei nostri cuori.

Novembre 2010
tuo nipote Gerardo Venutolo

ALCUNI RITAGLI DI GIORNALI DELL'EPOCA

ALCUNI RITAGLI DI GIORNALI DELL'EPOCA



Tra questi anche la nostra Chiesa !!

Parla di Castelnuovo ... ma la foto riguarda la nostra Chiesa
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               I volontari si mobilitano e gli aiuti non mancano !!!



 La corsa alla casa e ...non solo !!
 Allora come oggi ... sciacalli in azione...
Non mancarono le denunce



 Ora come allora ... poco è cambiato !!!