venerdì 22 ottobre 2010

IANNONE CELESTINO e MARIA ROSETO


IANNONE CELESTINO e la moglie MARIA ROSETO
.... a seguire un toccante commento della nipote

2 commenti:

Andrea Salandra ha detto...

Ricordo di chi non c’era.
Il 23 Novembre 1980 alle ore 19 e 35 Santomenna fu scossa da un terremoto di magnitudo 6.9 della scala Richter. Quella sera Santomenna perse 64 persone che non avrebbero più attraversato le sue strade : figli, madri, padri. Un paese aveva mutato il suo volto.
Chi rimase illeso, chi ne uscì ferito ha affrontato con dolore e dignità i giorni successivi. Giorni di angoscia, di perdita, di ritrovo, di soccorso. Poi vennero i giorni dell’addio, della resilienza, della partenza, della ricostruzione. Una ricostruzione che avrebbe ricordato per anni la ferita di quei giorni di Novembre.
Allora cosa sarebbe rimasto a chi restava? Ricordare. Ma, forse, non è abbastanza pensare che ricordare voglia solo dire richiamare alla memoria qualcosa che è stato e più non è. Il ricordo è qualcosa che ci accompagna lungo un percorso non facile, dove girarsi indietro non nega quello che abbiamo intorno, dove guardare avanti posa le sue radici nel nostro girarci indietro. Ed è cosi che il ricordo può dare origine alla vita, quella di tutti i giorni, quella che abbiamo scelto, quella che c’è stata data. Allora possiamo ricordare chi abbiamo amato o avremmo voluto amare in un nome che qualcuno ha scelto per noi, in un volto che assomiglia davvero tanto ad un altro, in una personalità che sembra quasi tramandata. Possiamo ricordare guardando una foto, toccando la pietra, camminando in montagna. Ricordiamo, se respiriamo.
Ricordare, quindi, non è più rimpiangere, non è più angoscia, ma è vita. La vita di chi quella sera non l’ha persa, la vita di chi quella sera non l’ha vista, la vita che Santomenna ha visto scorrere nelle sue strade.
Ai miei nonni. Maria Iannone

GIUSEPPE IANNONE ha detto...

Quando una persona ci lascia, quando non è più qui e non possiamo più toccarla, o sentire la sua voce... sembra scomparsa per sempre. Ma un affetto sincero non morirà mai. Il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola.